Decreto Salva Italia: Tremano i Casino Italiani

Decreto Salva Italia: Tremano i Casino Italiani
23 January 2012 | By: Casinotop10 Il rodaggio è cominciato dallo scorso dicembre, consentendo una tolleranza fino a 31 gennaio, ma dal 1 febbraio il limite per la spesa di contante sarà abbassato ancora, da 2500 a 1000 euro. Si realizza il “Regalo di Natale” di Monti Tutto è partito il 6 dicembre 2011, giorno in cui è il governo Monti ha emanato il decreto legge 201/2011, altrimenti detto “manovra salva-Italia”. A partire dal primo di febbraio, infatti, sarà vietato pagare o trasferire denaro in contante qualora la cifra sia pari o superiore a 1000 euro; oltre i 999,99 euro pagamenti e trasferimenti di denaro dovranno avvenire con uno strumento tracciabile come bonifici bancari, carte di credito, bancomat, assegni bancari e circolari non trasferibili. E le multe saranno salatissime: chi trasferisce contante o libretti e titoli al portatore per una cifra pari o superiore a mille euro e chi emette assegni senza indicare il nome del beneficiario e/o la clausola di non trasferibilità verrà infatti multato dall’uno al 40 per cento dell’importo oggetto di trasferimento con un minimo di 3 mila euro per tutte le operazioni e un minimo di 15 mila euro per operazioni oltre i 50 mila euro. E la multa è salata anche per chi non denuncia: parte da un minimo di 3 mila euro la sanzione per chi è venuto a conoscenza di infrazioni all’utilizzo di contante superiore alla soglia. Federgioco spera in un ripensamento Ecco dunque che conti alla mano sul giro di gioco degli ultimi anni, da Venezia, Sanremo, Saint Vincent e Campione d’Italia, il poker di Federgioco sale la preoccupazione. Peraltro già manifestata quando la soglia era stata abbassata a 2500 euro. Con un travolgente effetto domino all’orizzonte si prevede che le giocate precipitino e che i negativi delle ultimi stagioni siano destinati a diventare preoccupanti. Ma anche in termini di giocatori le previsioni sono negative, soprattutto gli stranieri, soprattutto per le case da gioco al confine, visto che nelle altre nazioni il limite di spesa è molto più alto. Meno gioco e meno posti di lavoro. A rischiare non è solo il gambling terrestre ma anche l’indotto, a cominciare da chi nei casino ci lavora. Per questa nella battaglia oltre alla direzione delle case da gioco ci sono anche i sindacati, con Snalc e Savt preoccupate per le migliaia di dipendenti che potrebbero perdere il posto. Si tratterebbe, secondo le organizzazioni sindacali, di vera e propria discriminazione guardando nei tavoli verdi degli altri Paesi. All’articolo 12 e all’articolo 21, il decreto prevede disposizioni che interessano direttamente i casino. Nel primo caso, abbassando da 2500 a 1000 euro la soglia massima per l’uso del contanti, nel secondo sopprimendo l’Enpals, ente previdenziale di riferimento dei dipendenti delle Case da gioco e che confluirà nell’Inps. Federgioco e sindacati hanno avuto anche il sostegno dell’ Eca (Associazione Europea dei Casinò) con il presidente, Ron Goudsmit, che ha indirizzato una lettera al premier Monti contenente la posizione dell’associazione (rappresenta circa 800 casinò in Europa, che danno lavoro a oltre 60 mila dipendenti in 22 paesi europei: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi) dichiarandosi non d’accordo sulle disposizioni del Governo anzi invitandolo a mantenere la posizione originale.Il paradosso potrebbe essere favorire invece l’illegalità. Una norma sproporzionata, avrà sul settore dei casino l’effetto di scoraggiare i clienti dal giocare in casino terrestri in possesso di una regolare licenza, aumentare il rischio che i servizi di casino illegali o illegittimi cannibalizzino l’offerta di servizi legali di casinò tradizionali e aumentare i costi che i casinò devono sostenere per rispettare le norme. Articolo di: L.C.

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